
Al via l’XI ciclo dei percorsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. Il provvedimento mira a contrastare la diffusa carenza di docenti specializzati nelle scuole italiane, autorizzando l’attivazione di percorsi formativi per ogni ordine e grado di istruzione.
I posti sono così ripartiti tra i vari gradi:
- scuola dell’infanzia: 4.553
- scuola primaria: 11.698
- scuola secondaria di I grado: 4.842
- scuola secondaria di II grado: 9.148
- Gli aspiranti dovranno affrontare una selezione articolata in un test preselettivo, prove scritte o pratiche e un colloquio orale. Le date dei test preselettivi sono:
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- 14 luglio 2026: prove per la scuola dell’infanzia;
- 15 luglio 2026: prove per la scuola primaria;
- 16 luglio 2026: prove per la scuola secondaria di I grado;
- 17 luglio 2026: prove per la scuola secondaria di II grado.
I percorsi formativi dovranno concludersi entro il 30 giugno 2027.
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Tra le novità l’erogazione di una quota delle attività didattiche in modalità telematica, nel limite massimo del 20% del monte ore complessivo Il test preliminare (Art. 6, commi 3 e 4) ha una durata di due ore ed è strutturato in 60 quesiti a risposta multipla con cinque opzioni di risposta (di cui una sola corretta). Almeno 20 di questi quesiti sono specificamente orientati a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi in lingua italiana.
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Il sistema di valutazione assegna 0,5 punti per ogni risposta esatta, mentre le risposte errate o non date valgono 0 punti.
Per superare il test preliminare è necessario conseguire una votazione non inferiore a 21/30. Tuttavia, l’ammissione alla fase successiva è a numero chiuso: accede allo scritto un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi in quell’Ateneo. In caso di parità di punteggio all’ultimo posto utile, i criteri di spareggio prevedono:
- la prevalenza del candidato con la maggiore anzianità di servizio di insegnamento sul sostegno nelle scuole;
- in caso di ulteriore parità(o assenza di servizio), la prevalenza del candidato anagraficamente più giovane.
Le prove scritte e orali (Art. 6, commi 5, 6 e 7)
Le prove successive al test preliminare sono gestite direttamente dalle università per quanto riguarda l’articolazione pratica, ma devono seguire regole nazionali ben precise:
- le prove scritte/pratiche vertono sulle tematiche culturali e pedagogiche del comma 1 e non possono contenere domande a risposta chiusa. La valutazione è espressa in trentesimi. Per essere ammessi all’orale occorre un punteggio minimo di 21/30. Nel caso in cui l’Ateneo decida di somministrare più prove scritte, il voto finale è dato dalla media aritmetica delle singole prove, a patto che ciascuna di esse sia stata superata con almeno 21/30.
- la prova orale anch’essa valutata in trentesimi, si considera superata solo se il candidato riporta una votazione non inferiore a 21/30.